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Questa mattina sono stato alla presentazione del Manifesto dello Sport e dell’Europa del futuro. L’iniziativa è stata promossa da Filippo Fossati, deputato del Pd e presidente di Isca Europe (International Sport and Culture Association) e da Roberto Pella, delegato nazionale Anci sport; era presente anche la deputata Pd Laura Coccia e numerosi esponenti del mondo dell’associazionismo sportivo.

Ho voluto ricordare che, grazie all’ inclusione dello sport nelle competenze di supporto dell’Unione europea attraverso il Trattato di Lisbona, il nuovo programma ‘Erasmus Plus’ prevederà una linea di sostegno allo sport, finanziata con 266 milioni di euro nel periodo 2014-2020.

È necessario, però, fare di più. Lo sport deve essere promosso come un obiettivo nel quadro delle politiche dell’Unione,  per il suo contributo fondamentale alla salute, all’educazione ma anche all’inclusione sociale e allo sviluppo sostenibile. Sono convinto che l’Ue debba sostenere lo sport:  bisogna puntare ad avere 100 milioni in più di cittadini europei attivi nello sport entro il 2020, e “convertire” l’1% di spesa sanitaria  nella cultura del movimento.

Al Manifesto ha aderito anche Martin Schulz, candidato del Pse alla presidenza della Commissione europea. Nel corso dell’iniziativa ho letto il suo messaggio di adesione:  secondo Schulz le pratiche sportive possono svolgere un “ruolo vitale per combattere gli attuali problemi che affronta l’Europa, contribuendo al miglioramento della salute delle persone, allo sviluppo e alla protezione e al miglioramento della qualità dell’ambiente”.

Lo sport rappresenta un’attività fondamentale per favorire la costruzione di una società civile europea “dal basso”, perché è una pratica e un linguaggio universale e senza confini.