I MIEI 5 ANNI DI IMPEGNO IN EUROPA


La legislatura 2014-2019 è stata complessa e contraddittoria. Anche grazie alla spinta dei Socialisti e Democratici e del Pd, abbiamo impresso una prima importante correzione di rotta rispetto alla stagione conservatrice della Commissione Barroso, segnata dalla linea dell’austerità, nella direzione di politiche maggiormente orientate alla crescita, alla coesione e all’equità.

Ma le riforme più ambiziose e necessarie a rilanciare il processo di integrazione, a promuovere lo sviluppo sostenibile, a ridurre le diseguaglianze sociali e territoriali, a governare i grandi processi globali, sono state frenate dalle resistenze degli Stati e delle forze conservatrici. Investita dall’ondata nazionalista e populista mondiale e dalla Brexit, l’Unione europea ha retto ancora una volta l’urto dimostrando la sua solidità, ma al tempo stesso ha messo in evidenza la necessità urgente di una profonda svolta politica e democratica che consenta di a­ffrontare le grandi sfide del nostro tempo.

Al mio secondo mandato parlamentare ho avuto l’onore e la responsabilità di ricoprire l’importante incarico di Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari e di svolgere un ruolo da protagonista nella battaglia per una svolta verso politiche più espansive, inclusive e sostenibili e per un’Europa più forte, più giusta e più democratica. In prima linea nella lotta contro l’austerità e per una riforma del Patto di Stabilità, sono tra gli artefici dell’introduzione e attuazione delle nuove regole sulla ­ flessibilità, che hanno consentito all’Italia di evitare 43 miliardi di taglie e tasse.

Ho negoziato il piano europeo per gli investimenti che ha mobilitato 380 miliardi di investimenti in Europa, di cui 58 in Italia, e sono il relatore del nuovo InvestEU, che punta a mobilitarne 650 e che avrà un comparto dedicato alle infrastrutture sociali.

Mi sono battuto per una profonda riforma dell’eurozona che dia vita a un vero governo economico europeo dotato di una adeguata capacità di bilancio per sostenere gli investimenti e la coesione sociale, di eurobond per la crescita, di una garanzia europea dei depositi, e per rafforzare il ruolo di indirizzo e di controllo del Parlamento europeo.

La lotta all’evasione, all’elusione, alla concorrenza fiscale sleale è stata una delle priorità della mia azione. Grazie alla pressione del Parlamento e delle Commissioni Speciali che abbiamo istituito, sono state introdotte importanti norme per fare in modo che le grandi multinazionali paghino le tasse dove realizzano i progetti e contro il riciclaggio e ci stiamo battendo per una tassazione adeguata dei giganti mondiali dell’economia digitale.

Ho condotto personalmente decine di negoziati legislativi che hanno portato all’introduzione di regole per i mercati finanziari più rigorose, più attente alla tutela dei consumatori e al tempo stesso più orientate alla crescita dell’economia reale invece che alla speculazione finanziaria e più capaci di rispettare e valorizzare le specificità del nostro Paese.

La sostenibilità sociale e ambientale deve essere l’architrave delle politiche europee. Mi sono impegnato per introdurre e attuare il nuovo pilastro sociale europeo, e ra­fforzare il sostegno all’economia e alla cooperazione sociale e a introdurre obiettivi ambientali più ambiziosi nella legislazione e nei programmi europei.

Sono membro della squadra negoziale del Parlamento europeo per la Brexit e sto partecipando intensamente a tutte le fasi della complessa trattativa battendomi per tutelare i diritti dei cittadini europei che risiedono nel Regno Unito e garantire che gli standard sociali, ambientali e di tutela dei consumatori europei non vengano messi in discussione.

Sono ai primi posti per presenze in aula, partecipazione ai voti, numero di rapporti redatti e sono stato inserito da numerosi giornali e riviste tra le personalità politiche più in­fluenti sulla scena europea.

 

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