Btp sì, ma con lo scudo
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“Gualtieri legislatore più efficace e terzo politico Ue più influente.” Il Messaggero
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Si chiama market failure. É l’espressione sempre temuta dagli operatori finanziari perchè quando si verifica un “fallimento del mercato” allora è venuto il momento, per i regulator, di intervenire a rendere le norme più dure ed incisive. Ma che accade quando si verifica un supervision failure, cioè quando sono i comportamenti sbagliati di chi esercita la sorveglianza a causare guai finanziari? Il tema è venuto d’attualità nei giorni scorsi con la sentenza della corte di Giustizia europea che ha sconfessato in modo clamoroso la decisione presa nel dicembre 2015 sulla vicenda Tercas della Commissione europea. Quest’ultima aveva considerato come aiuto di Stato illegittimo e incompatibile con il Trattato il sostegno del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) al salvataggio della Cassa di Risparmio di Teramo (BancaTercas). Peccato che quell’accusa di aiuti di Stato era soltanto una congettura non dimostrata, ha sentenziato la Corte. La decisione della Commissione ha avuto per l’Italia conseguenze devastanti. Direttamente per la stessa Tercas, obbligando il sistema bancario a elaborare in tutta fretta una strada più laboriosa per procedere al salvataggio. Ma quell’approccio restrittivo di fatto ha precluso l’intervento del FITD nelle vicende successive sia della ‘quattro banche’ fallite (Etruria in testa) sia delle banche venete e forse anche in occasione della ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena. In cifre, i danni subiti dai risparmiatori, azionisti e contribuenti italiani potrebbero essere valutati in miliardi di euro. La responsabilità di tutto ciò non ricade soltanto sulla Commissione europea ma anche sulla debole azione di contrasto esercitata nell’occasione dai rappresentanti italiani a Bruxelles incapaci di fare sistema e di tutelare adeguatamente i nostri interessi nazionali. La controprova l’abbiamo vista, in positivo, con la recentissima decisione del Parlamento europeo di allargare le maglie del meccanismo di volatility adjustment nella normativa di Solvency II per le assicurazioni. Senza addentrarsi nei tecnicismi, quella modifica ha consentito alle compagnie italiane di meglio sopportare i recenti aumenti dello spread sui Btp di cui sono tradizionalmente
grandi acquirenti. Ebbene in quel caso gli italiani sono riusciti a fare squadra e la modifica normativa è stata approvata grazie all’intervento determinante di Roberto Gualtieri, del partito democratico, presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo. Per una volta la ciambella è venuta
con il buco e non dovrebbero dimenticarlo gli elettori italiani che tra qualche settimana andranno alle urne per rinnovare i propri rappresentanti a Bruxelles. All’interno di ogni schieramento dovrebbero scegliere non attori, cantanti e saltimbanchi, come spesso è avvenuto in passato, ma unicamente quelle persone competenti in grado di rappresentare al meglio gli interessi del paese.

L’editoriale del Direttore di We Wealth