La Ue corregge il governo: “Una farsa i 20 miliardi, dall’Italia solo 3 netti”

Alberto D’Argenio, la Repubblica, 28/08/2018
 

Le minacce di Salvini e Di Maio «sono una farsa». A lanciare il sasso nello stagno è il commissario Ue al Bilancio Ghuenter Oettinger, un noto gaffeur che questa volta riesce a pattinare su una superficie sottile, stretto come tutta Europa tra la necessità di richiamare il governo grillo-leghista alla realtà e la volontà di non andare ogni giorno allo scontro con i due vicepremier italiani. Così il politico conservatore tedesco si limita correggere le cifre fornite dal capo pentastellato e poi da quello del Carroccio, da giorni intenti a minacciare Bruxelles: se l’Europa non cambierà sui migranti, Roma non verserà più il contributo italiano al Bilancio Ue, a loro dire 20 miliardi all’anno, o di mettere il veto all’accordo atteso entro una decina di mesi sul budget comunitario del periodo 2020-2027.

Oettinger chiarisce quanto gli azionisti di maggioranza del governo non dicono, ovvero che Roma versa a seconda degli anni «14, 15 o 16 miliardi» ma poi riceve indietro una montagna di fondi europei per cui il saldo passivo per Roma si limita «a 3 miliardi l’anno, non 20». Una forbice che tra l’altro si allarga vista la storica incapacità italiana a spendere i fondi Ue, tema del quale in questi giorni nessuno nel governo parla. Quindi Oettinger ricorda che la Commissione sui migranti «fa tutto quello che può in termini di strumenti, risorse e denaro per sostenere l’Italia».

D’altra parte sono i governi a prendere le decisioni finali sui flussi e sono gli alleati del governo italiano, a partire dai Visegrad capeggiati da Orban, a negare solidarietà, mentre le capitali della “Vecchia Europa” in questo momento hanno deciso di non correre più in soccorso di un esecutivo, quello di Conte, che minaccia l’Unione e ricatta i partner bloccando i migranti in mare a fronte di sbarchi tutt’altro che emergenziali (sono diminuiti dell’80% nel 2018). Non per Parlamento europeo, Antonio Tajani (Fi), ricordava al trio Conte-Di Maio-Salvini la regola base dei negoziati europei: «Con le minacce non si conta di più, al contrario si indebolisce il Paese».

Anche il governo tedesco con il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, richiama Salvini e Di Maio all’ordine, sottolineando che il contributo al bilancio Ue «è stato ratificato nei trattati europei» e dunque «vale per tutti», vincola legalmente tutti i partner a prescindere dal governo in carica. Considerazioni che non spaventano Di Maio, che in giornata controreplica: «Se la situazione sui migranti non cambierà a breve, il veto sul bilancio sarà certo».

Ma a chiudere idealmente la partita è il presidente della commissione economica dell’Europarlamento, Roberto Gualtieri (Pd), che come gli altri si limita a ricordare le regole: «Il veto al bilancio è inutile e dannoso, Di Maio e Salvini sembrano ignorare che resterebbero i tetti dell’ultimo anno del bilancio vigente, inclusa la posizione italiana di contribuente netto. Verrebbe meno invece la possibilità di avere un bilancio migliore». Già, perché il testo del bilancio 2021-2027 proposto dalla Commissione e in discussione tra i governi prevede di aumentare le risorse per migranti, crescita e investimenti, settori cari al nostro Paese: se l’Italia lo bloccasse rimarrebbe a bocca asciutta.

 

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