Lettera a Repubblica – La resilienza non basta più

Caro direttore,

col suo appello all’apertura di un grande dibattito sull’Europa di fronte alla sfida del sovranismo nazionalista, Massimo Cacciari sottolinea la portata dell’intreccio tra la vicenda politica italiana e quella europea. Se infatti è vero che l’esito delle elezioni del 4 marzo affonda le radici in vicende italiane, esso costituisce al tempo stesso l’epicentro di una crisi e di una sfida che investono tutta l’Unione europea. L’Ue ha mostrato una notevole resilienza. Nonostante gli errori, l’euro ha retto l’urto della crisi. La Brexit non ha diviso l’Unione e ora il Regno Unito chiede di restare collegato al mercato unico. Ma se vuole adempiere alla missione di “civilizzare” la globalizzazione e rafforzare la sua coesione, l’Europa non può restare un gigante commerciale e un nano politico, e deve affiancare alla moneta e al mercato la capacità di rilanciare il proprio modello sociale, basato su welfare e governo dello sviluppo. Perché ciò avvenga non bastano i programmi, pure fondamentali, sulla tassazione dei giganti del web, sull’indennità europea di disoccupazione, sul rilancio degli investimenti, sulle frontiere comuni, sull’Africa, che saranno al centro della piattaforma dei Socialisti e Democratici europei. Occorre una mobilitazione straordinaria, civile e intellettuale, che faccia esprimere le risorse etiche e politiche della società europea, risvegliando la consapevolezza del comune destino, della portata della sfida al modello di pace e giustizia edificato sulle macerie di due guerre, della necessità di rilanciarlo su basi politiche. In Italia questo sforzo è decisivo e la battaglia contro il nuovo nazionalismo assume una duplice valenza nazionale ed europea. Le politiche annunciate dal governo, come la Flat tax, possono portarci fuori dal modello sociale europeo, basato sul nesso tra progressività delle imposte e welfare universale, mentre il voto degli italiani alle elezioni europee del 2019 può spostare a destra gli equilibri del prossimo Parlamento. Occorre alimentare la dimensione politica dell’Europa con una dialettica virtuosa tra i partiti democratici, e sollecitare un comune “patriottismo costituzionale” e una visione condivisa sul futuro. A questo compito la “rete di iniziative” proposta da Cacciari su Repubblica può offrire un contributo prezioso e il Pd dovrà fare la sua parte.

*Roberto Gualtieri è presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo e negoziatore per la Brexit

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