Intervento di R.Gualtieri sulla Brexit in seduta plenaria (Strasburgo 13/03/2018)

Versione in italiano

La risoluzione che ci apprestiamo a votare dimostra che esiste una larga unità nel Parlamento e tra le istituzioni sui punti fondamentali di questo difficile negoziato, e a sostegno dell’azione di Michel Barnier e del suo team, a cui vorrei rendere omaggioper il lavoro straordinario e la alta sensibilità istituzionale.

Siamo ora a un passaggio decisivo di questo sforzo titanico volto a garantire un ritiro ordinato del Regno Unito e a ridurne al massimo l’impatto negativo, e come è sempre stato noi saremo costruttivi ed esigenti.

In primo luogo, l’accordo di dicembre va tradotto giuridicamenteaffinché i diritti dei cittadini siano pienamente salvaguardati, e ciò deve valere anche per le categorie più vulnerabili: non spetta a loro ma alle autorità del Regno Unito garantire che non un solo cittadino sia privato ingiustamente dei propri diritti. Sotto questo aspetto la bozza di trattato, che noi apprezziamo, andrebbe ulteriormente rafforzata.

Altrettanto importante è evitare ogni irrigidimento della frontiera in Irlanda. Non si può criticare la soluzione responsabilmente delineata dalla Commissione: spetta al governo britannico presentare proposte convincenti, e ciò non è ancora avvenuto.

In secondo luogo, la transizione deve prolungare tutto l’acquis comunitario, e quindi nessuna discriminazione verso i cittadini è accettabile. Noi non consentiremo di trattare le merci meglio delle persone.

In terzo luogo, per il futuro noi vogliamo tra Unione Europea e Regno Unito una partnership la più stretta e la più ampia possibile, e proponiamo che essa sia definita dalla cornice di un accordo di associazione.

Ma questa relazione dovrà vedere un adeguato equilibrio tra diritti e doveri, e dovrà garantire l’integrità del mercato unico,la piena autonomia dell’ordine giuridico dell’Unione, la tutela della stabilità finanziaria.

Prendiamo atto, con rammarico, che TheresaMay abbia escluso il mercato unico e anche l’unione doganale, e se il governo britannico rivedrà questa posizione saremo pronti a discutere una relazione economica più stretta.

Se così non sarà, lavoreremo per un accordo commerciale che riduca al minimo le barriere, in particolare alla circolazione delle merci, ma che non potrà eliminarle completamente. È bene chiarire che l’Unione non può delegare ad altri il controllo delle proprie frontiere doganali e che, fuori dal mercato unico, non esiste il mutuo riconoscimento delle regole. Altra cosa è la cooperazione regolamentare e, per quel che riguarda i servizi finanziari, un utilizzo intelligente del sistema attuale di equivalenza.

In ogni caso, noi non accetteremo forme di dumping sociale, ambientale e fiscale. L’Unione europea deve essere una forza che contrasta il protezionismo ma che protegge i cittadini, i lavoratori, l’ambiente. E’ questa la sfida a cui ci chiama la globalizzazione, e noi saremo coerenti con tale visione anche nel negoziato con il Regno Unito.

Versione in inglese

The resolution we are preparing to vote on shows that there is strong unity in Parliament and amongst the institutions on the fundamental points of these hard negotiations as well as a strong united support for Michel Barnier and his team, to whom I would like to pay tribute for the extraordinary work and high institutional sensitiveness they have shown throughout the negotiations.

We now find ourselves in a crucial step of this huge effort aimed at ensuring an orderly withdrawal of the UK and minimising its negative effect, and we will keep on being constructive and demanding, as we have always been.

Firstly, the December agreement must be translated into legal terms so that the rights of citizens are fully safeguarded, and this applies also to the most vulnerable categories: it is not for them but for the United Kingdom authorities to ensure that not a single citizen is unfairly deprived of his or her own rights. In this respect, the draft treaty, which we all support, should be further strengthened.

Equally important is to avoid a hardening of the border between Northern Ireland and the Republic of Ireland, while ensuring the full integrity of the single market. The backstop solution the Commission has responsibly put on the table should not be criticized: it is for the UK Government to put forward convincing proposals, and they have not done it yet.

Secondly, the transition period must extend the whole acquis communautaire, and therefore we will not accept any form of discrimination against citizens. We will not allow goods to be treated better than people.

Thirdly, for the future, we want partnership between the European Union and the United Kingdom which is the closer and broader as possible, and we propose that this be defined in the framework of an association agreement.  But this relationship must have an adequate balance between rights and obligations, and it will have to guarantee the integrity of the single market, the full autonomy of the legal order of the Union, and the protection of financial stability.

We note with regret that Theresa May has ruled out staying in the Single Market and Customs Union. However, should the British Government change its mind, we will stand ready to consider a tighter economic relationship.

If this will not be the case, we will work for a trade agreement that minimizes barriers, especially on the movement of goods, but that cannot fully remove them. It should be clarified that the Union cannot delegate the control on its own custom borders to third parties, and that outside the Single Market the mutual recognition of rules does not exist.

Another thing is regulatory cooperation and, as regards financial services, a smart use of the current system of equivalence.

In any case, we will not accept any form of social, environmental and tax dumping.

The European Union must be a force that counteracts protectionism and protects citizens, workers and the environment. This is the challenge globalization calls upon us, and we will be consistent with this vision throughout the negotiations with the United Kingdom.

 

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