SOCIALE. PARLAMENTO UE PER LA FINANZA ETICA E SOSTENIBILE (redattoresociale 10/11/2017)

VENERDÌ 10 NOVEMBRE 2017 17.32.08

SOCIALE. PARLAMENTO UE PER LA FINANZA ETICA E SOSTENIBILE

Per sostenere le imprese sociali nell’Ue il Parlamento Europeo potrebbe adottare a breve un ‘social supporting factor’. A Bruxelles un incontro per discutere sul tema. La finanza etica e sostenibile si candida dunque ad essere uno dei pilastri che l’Unione ha disposizione per costruire un’Europa piu’ inclusiva (RED.SOC.) BRUXELLES – Un “social supporting factor” che renda meno gravosa per le banche europee l’erogazione di finanziamenti a favore di chi sviluppa progetti per il bene comune in campo ambientale e sociale. E’ quanto potrebbe adottare a breve il Parlamento Europeo per sostenere le imprese sociali nell’Ue, come riferito dal Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari, Roberto Gualtieri, durante l’incontro “Finanza etica e sostenibile per il futurodell’Europa” che si e’ svolto ieri, mercoledi’ 8 novembre, a Bruxelles su iniziativa delle eurodeputate Patrizia Toia e Silvia Costa. “Sono convinta da sempre – spiega Patrizia Toia – che l’economia debba basarsi su valori solidi e per questo anni fa ho promosso la creazione dell’intergruppo parlamentare sull’economia sociale. Oggi chiediamo che anche le Istituzioni Europee tutte si adoperino per arrivare a un riconoscimento formale delle esperienze di successo come quella dell’italiana Banca Etica e che si faciliti l’accesso al credito di chi investe in progetti ambientali e sociali”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’altra eurodeputata Silvia Costa: “Come abbiamo gia’ fatto con l’inclusione delle imprese sociali nelle politiche industriali europee, allo stesso modo ora e’ giunto il momento di includere gli intermediari finanziari sociali, che offrono accesso al credito a soggetti il piu’ delle volte considerati non bancabili dalle altre banche, nelle politiche europee del settore finanziario, a cominciare dall’imminente pacchetto bancario. Dobbiamo riconoscere che in Unione europea e nelle relazioni con i Paesi terzi, questi intermediari svolgono un ruolo unico e fondamentale”. La finanza etica e sostenibile si candida dunque ad essere uno dei pilastri che l’Unione ha disposizione per costruire un’Europa piu’ inclusiva, vicina ai giovani e portatrice di soluzioni ambientali e sociali innovative. Tra i protagonisti dell’incontro di ieri anche Banca Etica, con il presidente Ugo Biggeri e il consigliere Peru Sasia che hanno illustrato l’esperienza di finanza etica in Italia e Spagna e il percorso che ha portato il Parlamento italiano ad approvare una legge sulla finanza etica e sostenibile. “Si tratta di banche a tutti gli effetti che, oltre alle richieste dei regolatori, inseriscono nelle proprie strategie, nel management e nei sistemi di controllo delle procedure per verificare che siano raggiunti obiettivi sociali e ambientali dichiarati. – ha spiegato Biggeri-Sono quindi banche che volontariamente limitano le proprie opportunita’ di mercato ma con performance e solidita’ tendenzialmente migliori rispetto alle banche sistemiche. Per questo riteniamo importante che le istituzioni europee riconoscano che gli investimenti sociali e ambientali possono essere valorizzati e incentivati”. Peru Sasia,consigliere d’amministrazione di Banca Etica, con delega sulla Spagna, e presidente di Febea ha aggiunto: “A livello europeo, le banche aderenti alla Federazione delle Banche Etiche Alternative (FEBEA) finanziano l’economia sociale per oltre 30 miliardi di euro. Le istituzioni finanziarie aderenti a European Microfinance Network (EMN) e a Microfinance Center (MFC) erogano 1,5 miliardi di euro. Con loro Banca Etica sostiene in particolare l’imprenditoria giovanile e femminile nell Est Europa”. (www.redattoresociale.it) 17:30 10-11-17 NNNN

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