PUBBLICA, AUTONOMA, APERTA. La scelta EUROPEA per l’università italiana

Appello al voto per il Partito Democratico e per Roberto Gualtieri nelle elezioni europee del 25 maggio.

Il 25 maggio si vota per il rinnovo del Parlamento Europeo. L’università e la ricerca sono al bivio. Una delle maggiori difficoltà che l’Italia incontra nella sua convergenza europea, è rappresentata dai bassi titoli di studio della sua popolazione, e dal basso numero di ricercatori: malgrado ciò, negli scorsi otto anni la nostra università ha subìto, per la prima volta dal dopoguerra, un duro ridimensionamento. Dal 2005 in avanti le risorse hanno cessato di crescere per poi diminuire progressivamente (da circa 7,5 miliardi l’anno, a meno 6,5): in conseguenza di ciò, abbiamo oggi meno docenti (e più anziani), meno ricercatori e meno studenti. Quest’anno gli studenti che si sono iscritti per la prima volta all’Università sono circa 50.000 in meno rispetto a quelli di otto anni fa (con un calo di circa il 17%). Non è stato il lavoro a distogliere dagli studi tanti talenti: essi sono andati a ingrossare lo spaventoso esercito dei giovani che non studiano e non lavorano. Per rispondere all’emergenza è necessario rilanciare il sistema pubblico dell’università e della ricerca, e affrettare la sua convergenza col modello europeo. Il modello europeo è caratterizzato da questi elementi: ha una maggioranza ampia di atenei pubblici e autonomi; è un’istituzione universale, finanziata primariamente dai bilanci pubblici, rivolta a tutti i giovani capaci e meritevoli, con rette di frequenza basse e strumenti robusti di diritto allo studio; si fonda sull’integrazione di didattica e ricerca, di scienza e tecnica, di cultura umanistica e cultura scientifica. Anche gli Enti di ricerca pubblici attendono un necessario riordino che ne esalti le tradizioni scientifiche e le competenze, spesso trascurate: ma andranno evitate frettolose fusioni o riaccorpamenti pretestuosi. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno di una crescita dell’Europa: a questo fine, alle prossime elezioni europee del 25 maggio, invitiamo a votare per la lista del Partito Democratico, e in tal modo rafforzare il gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Le politiche di austerità degli scorsi anni sono state provocate dal modo con cui le forze conservatrici (e in particolare il Partito Popolare Europeo) hanno deciso di rispondere alla crisi economico-finanziaria che ha colpito il nostro continente. Solo un cambio di maggioranza nel Parlamento e nella Commissione europea, possono provocare un mutamento delle politiche. Tra i parlamentari della lista del Partito Democratico nel collegio dell’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), invitiamo a votare per la riconferma di Roberto Gualtieri. Crediamo infatti che Gualtieri possa rappresentare al meglio nel nuovo Parlamento europeo le esigenze dell’università e della ricerca italiane: professore di storia contemporanea alla «Sapienza» di Roma, vicedirettore della Fondazione Istituto Gramsci, è stato tra i più influenti parlamentari italiani nella scorsa legislatura europea, partecipando attivamente alla vita delle istituzioni comunitarie, anche sulle questioni che riguardano le politiche dell’università e della ricerca (un resoconto della sua attività si può leggere qui sul sito, ed è possibile visualizzare un video con alcuni giudizi sul suo operato qui). Si tratta quindi di un accademico italiano esperto delle procedure parlamentari europee, che è stato protagonista di importanti negoziati, e da cui può venire un contributo efficace per una riforma delle politiche europee e il sostegno a una nuova fase di sviluppo dell’università e della ricerca italiane.

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Per aderire

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Chi ha già aderito

  • Maria Chiara Carrozza, parlamentare, professoressa Scuola Superiore Sant’Anna di Studi Universitari e di Perfezionamento, Pisa
  • Francesco Adornato, docente universitario
  • Enrico Alleva, dirigente di ricerca Istituto Superiore di Sanità, Accademia dei Lincei
  • Rita Alparone, farmacista, contrattista di ricerca
  • Cristina Badon, addottoranda Università della Tuscia
  • David Baldini, redattore della rivista «Articolo 33», della Flc-Cgil Scuola.
  • Luciano Baldini, ricercatore Università di Roma «La Sapienza»
  • Emanuele Bernardi, Cultore della materia e contrattista di ricerca all’Università La Sapienza
  • Giordano Bozzanca, studente, consigliere d’amministrazione, Università di Roma Tre
  • Vanda Bouché, Ricercatrice universitaria Università La Sapienza
  • Luigi Capogrossi Colognesi, professore emerito Università di Roma «La Sapienza», Accademia dei Lincei
  • Angelo Cavallo, ricercatore Università della Tuscia
  • Gianni Celestini, professore Associato di Architettura del paesaggio, Dipartimento di Architettura e porgetto La Sapienza Università di Roma
  • Vincenzo Cerulli Irelli, professore Università di Roma «La Sapienza»
  • Marcello Corvo, studente, senatore accademico, Università di Roma «Tor Vergata»
  • Alfredo D’Attorre, deputato, ricercatore in Filosofia del diritto
  • Mario De Caro, professore Università di Roma Tre
  • Rosaria Egidi, professoressa emerita Università di Roma Tre
  • Anatole Pierre Fuksas, professore Università di Cassino
  • Umberto Gentiloni, professore Università di Roma «La Sapienza»
  • Luca Giachello, impiegato
  • Fabrizia Giuliani, parlamentare, ricercatrice Università di Roma «La Sapienza»
  • Paola Giunchi,docente universitaria
  • Miguel Gotor, parlamentare, ricercatore Università di Torino
  • Giuseppe Grilli, professore Università di Roma Tre
  • Leonardo Gualtieri, ricercatore Università di Roma «La Sapienza»
  • Hansmichael Hohenegger, ricercatore Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee, Consiglio Nazionale delle Ricerche
  • Luigi Lacchè, rettore dell’Università di Macerata.
  • Gianpiero Mancinetti, ricercatore Università di Roma «La Sapienza»
  • Simone Macrì, ricercatore Istituto Superiore di Sanità
  • Irene Manzi, deputato PD
  • Giovanni Mari, professore
  • Massimo Marraffa, professore Università Roma Tre
  • Carlo Mazzei, responsabile scuola, università e ricerca dei Giovani Democratici del Lazio
  • Ermisio Mazzocchi, ricercatore storia moderna
  • Ronny Mazzocchi, Università di Trento
  • atteo Mazzoni, storico
  • Ermisio Mazzocchi,ricercatore storia moderna
  • Giancarlo Monina, professore Università di Roma Tre
  • Marcello Mustè, rofessore sapienza Roma-dip
  • Michele Napolitano, professore Università di Cassino
  • Alberto Oliverio, professore emerito Università di Roma «La Sapienza»
  • Clementina Panella, professoressa Università di Roma «La Sapienza»
  • Pietro Perconti, professore Università di Messina
  • Cesare Pinelli, professore Università di Roma «La Sapienza»
  • Giorgio Piras, ricercatore Università di Roma «La Sapienza»
  • Federica Piteca, segreteria nazionale della Rete Universitaria Nazionale – Run
  • Nicola Porro, professore Università di Cassino
  • Riccardo Pozzo, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e sociali – Patrimonio Culturale, Consiglio Nazionale delle Ricerche
  • Marta Rapallini, presidente Istituto Gramsci Toscano
  • Fabio Recchia, Scuola Superiore Sant’Anna di Studi Universitari e di Perfezionamento, Pisa
  • Maurizio Ridolfi, professore Università della Tuscia
  • Maurizio Roi, Dirigente settore cultura
  • Gino Roncaglia, Università della Tuscia, Viterbo
  • Fabrizio Rufo, ricercatore Università di Roma «La Sapienza»
  • Giacomo Russo, professore Università di Cassino
  • Flaminia Saccà, professoressa Università della Tuscia
  • Fausto Sacerdote, docente università di firenze – dipartimento di ingegneria civile e ambientale
  • Donatella Scatena, Ricercatore Sapienza di Roma
  • Giancarlo Schirru, professore Università di Cassino
  • Marialuisa Sergio, ricercatrice
  • Guido Staffieri, responsabile saperi dei Giovani Democratici di Roma
  • Ermanno Taviani, professore Università di Catania
  • Davide Viviano, coordinatore degli Studenti Democratici Rete Universitaria Nazionale – Run, Luiss
  • Daniela Zampetti, Ricercatrice universitaria

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