Per una nuova strategia industriale europea

L’Europa è un continente industriale. L’industria europea, cuore pulsante della nostra competitività, è leader in settori chiave: industria automobilistica, ingegneria meccanica e aerospaziale, chimico e farmaceutico, nei quali combina produzioni di eccellenza con un modello sociale che tutela i diritti dei lavoratori.

Eppure il pensiero neoliberista ci ha condotti verso l’ipotesi estrema di un’era post-industriale per l’Europa, in cui il nostro continente potesse vivere basandosi solo sulla finanza. La crisi finanziaria ha dimostrato il contrario. Il rilancio del nostro comparto industriale è fondamentale per una ripresa economica.

L’industria europea deve tornare ad avere un valore aggiunto e deve essere capace di competere nel mercato mondiale senza dover rivedere verso il basso i suoi standard sociali. Per fare ciò l’unica scelta è rilanciare una strategia di re-industrializzazione sostenibile dell’Europa, basata su obiettivi chiari:

1)      Va corretta l’impostazione dell’austerità, rilanciando gli investimenti pubblici con un utilizzo flessibile delle regole del patto di stabilità.

2)      Vanno regolamentati i mercati finanziari per favorire l’afflusso del risparmio verso gli investimenti di lungo termine invece che verso gli impieghi speculativi, e creare un fondo europeo di garanzia per sostenere l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

3) Bisogna rivedere le politiche della concorrenza e degli aiuti di stato e utilizzare le deroghe previste dal trattato di Lisbona in modo coerente con le strategie di politica industriale definite a livello europeo.

4) Occorre rivedere la politica commerciale europea senza ripiegare nel protezionismo ma inserendo clausole sociali e ambientali. Il primo passo è approvare il regolamento sugli strumenti di difesa commerciale sulla base del testo votato dal Parlamento ad aprile.

5) E’ necessario aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo, creando un Fondo europeo per la ricerca e l’innovazione dover far affluire tutte le risorse non utilizzate nel quadro delle procedure di bilancio dell’ Ue, e favorire in particolare l’innovazione in materia di sostenibilità ambientale.

6) Serve una politica energetica comune per completare il mercato interno dell’energia e integrare l’infrastruttura per un migliore scambio dell’energia fra i diversi paesi europei.

7)    Bisogna garantire standard sociali elevati a tutela dei lavoratori, perché i diritti sociali restino parte integrante della nostra cultura democratica.

Promuovere la re-industrializzazione sostenibile dell’Europa significa mettere al centro delle strategia di politica industriale l’industria di base. Come ho avuto modo di ribadire proprio durante la mie recenti visite a Terni e a Piombino il governo e la Commissione europea devono definire un quadro strategico che dia prospettive certe di sviluppo in un settore che non può essere abbandonato.

Anche questo significa realizzare una vera alternativa di governo dell’Europa, e con le proposte del Partito democratico e dal PSE potremo costruire un’Europa competitiva e solidale.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *