Abolire la Troika per democratizzare l’Unione europea
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24 Aprile 2014

Le elezioni europee del 25 maggio sono decisive per il nostro futuro.

L’unità dell’Europa è la condizione per rilanciare il nostro modello sociale e le nostre prospettive di sviluppo, per promuovere i diritti e affermare la pace. Ma l’Europa deve cambiare rotta. Il PD e il PSE propongono un’alternativa di governo in Europa. Se saremo il primo partito in Parlamento eleggeremo Martin Schulz Presidente della Commisione e realizzeremo una svolta per superare la linea dell’austerità e del metodo intergovernativo, costruendo un’Europa della crescita, della solidarietà, della democrazia e dei diritti. Un’Europa migliore.

Ecco i miei 8 punti per costruire un’Europa migliore

1. Dall’austerità  alla crescita sostenibile
Utilizzare subito i margini di flessibilità previsti dal Fiscal compact e dal Patto di stabilità, promuovere una sua riforma che preveda lo scorporo degli investimenti dal calcolo del deficit.
Potenziare i Project bond per la crescita.
Realizzare un piano europeo da 194 miliardi l’anno fino al 2020 per investimenti in infrastrutture, banda larga, efficienza energetica, energie rinnovabili e messa in sicurezza del territorio.
Utilizzare la procedura per gli squilibri macroeconomici per aumentare i salari in linea con la produttività nei paesi dell’eurozona in surplus commerciale.

2. Un’Europa sociale e del lavoro
Portare a 21 miliardi il finanziamento della Garanzia giovani per offrire a tutti i giovani entro 4 mesi dalla fine degli studi un contratto di lavoro, di apprendistato o una formazione professionale.
Introdurre obiettivi sociali vincolanti nella procedura di vigilanza del semestre europeo.
Contrastare il dumping sociale e realizzare un accordo quadro per introdurre un salario minimo sopra la linea di povertà in tutti i paesi europei.
Creare un bilancio dell’eurozona alimentato dalla tassa sulle transazioni finanziarie che finanzi gli ammortizzatori sociali dei paesi membri in caso di aumento congiunturale della disoccupazione.

3. Una politica industriale e dell’innovazione

Istituire una task force europea permanente per la politica industriale e l’innovazione.
Approvare in seconda lettura il regolamento che introduce l’obbligo di indicare l’origine del prodotto (Made in).
Contrastare il dumping fiscale e lottare contro i paradisi fiscali.
Creare un fondo europeo di garanzia per il credito delle banche alle piccole e medie imprese.
Introdurre clausole sociali e ambientali negli accordi commerciali.
Sostenere le start up, integrare il mercato del venture capital, creare un vero mercato unico con parità di condizioni su tassazione e regolamentazione.
Sostenere l’impresa sociale e dotarla di uno statuto europeo.

4. Un governo economico dell’euro
Utilizzare subito pienamente i margini di flessibilità dei trattati attuali e promuovere l’avvio di una procedura di revisione dei trattati e la convocazione di una Convenzione.
Rendere la politica economica un competenza concorrente dell’Unione.
Istituire un nuovo sistema di risorse proprie e potenziare il bilancio europeo.
Trasformare il fondo salva-stati in un Fondo monetario europeo che consenta una gestione comune del debito, creare una agenzia di rating europea.

5. Un’Europa democratica una democrazia europea
Generalizzare la procedura di codecisione tra Parlamento e Consiglio a partire dalla governance economica.
Abolire la Troika e attribuire le funzioni di verifica delle condizionalità connesse agli aiuti finanziari alla Commissione europea sotto il controllo del Parlamento.
Attribuire potere di iniziativa legislativa al Parlamento e incentivare l’iniziativa dei cittadini.
Istituire una circoscrizione elettorale paneuropea da affiancare a quelle nazionali.
Favorire lo sviluppo di uno spazio politico europeo e di un dialogo sociale europeo.

6.  L’Europa dei diritti
Approvare la direttiva antidiscriminazione.
Ridurre il divario salariale di genere del 2% l’anno e introduzione di un sistema di monitoraggio e di sanzioni.
Integrare i diritti sessuali e riproduttivi nel programma “La salute per la crescita”.
Attuazione della Road Map in 14 punti sui diritti delle persone LGBT.
Approvazione del regolamento che istituisce la neutralità della rete.
Adattare le norme sul diritto d’autore al cambiamento tecnologico e garantire la libertà della rete, contrastare i tentativi di costringere gli internet provider a installare sistemi per filtrare le comunicazioni digitali.
Rafforzare la normativa europea sulla protezione dei dati.

7.  Immigrazione e politica estera
Realizzare un sistema integrato di gestione delle frontiere e una politica comune dell’immigrazione, attuando l’articolo 80 del Trattato sull’equa ripartizione dei costi.
Istituzione di corridoi umanitari e presentazione delle domande di asilo nel paese di partenza.
Accesso ai diritti di cittadinanza ai nuovi europei.
Partenariato politico con la sponda sud del Mediterraneo a sostegno della democrazia, dei diritti, dello sviluppo e della gestione delle frontiere.
Pooling and sharing di capacità militari e rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune.

8.  L’Europa della cultura e della scienza
Fare della cultura e della scienza il principale vettore della formazione di una società civile europea.
Rendere vincolanti gli obiettivi europei sugli investimenti in istruzione e ricerca e sull’incremento del tasso di scolarizzazione e della qualità dell’education.
Completare lo spazio europeo dell’istruzione superiore con una piena trasferibilità dei crediti e dei titoli accademici
Difendere l’eccezione culturale negli accordi commerciali.
Introdurre una “clausola culturale” per dare priorità all’industria creativa e alla cultura nell’attuazione delle diverse politiche dell’Unione.