Più democrazia in Europa

Come capogruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) nella Commissione Affari Costituzionali (AFCO) ho messo al centro del mio impegno il tema della democrazia.
La crisi attuale è infatti una crisi democratica prima ancora che economica. Perché la governance dell’eurozona imperniata sulle regole e sul metodo intergovernativo ha svuotato la democrazia nazionale senza dare vita a procedure democratiche a livello dell’Unione. E perché dotare l’Unione di competenze e risorse adeguate a superare la linea dell’austerità richiede la costruzione di una vera democrazia europea.
Relatore ombra sulla riforma della legge elettorale europea mi sono battuto insieme al relatore Andrew Duff per creare per creare una circoscrizione paneuropea da affiancare a quelle nazionali in modo da avere 25 deputati eletti da tutti i cittadini dell’Unione e rendere più “europee” le elezioni. La proposta è stata respinta per l’opposizione del PPE, ma la rilanceremo nella prossima legislatura.
Ha avuto successo invece il nostro impegno per introdurre l’indicazione, da parte dei partiti politici europei, del loro candidato alla presidenza della Commissione prima delle elezioni, in modo da consentire direttamente ai cittadini di scegliere il “governo” dell’Europa come avviene nelle democrazie parlamentari, e come faremo per la prima volta il 25 maggio.
Una democrazia europea ha bisogno di partiti europei. Ho partecipato all’approvazione del regolamento che da personalità giuridica nel diritto dell’Unione e norme comuni ai partiti politici europei e alle fondazioni ad esse collegate: un altro passo importante verso l’Europa politica costruita dai cittadini.
Abbiamo anche approvato il regolamento attuativo di un importante strumento di democrazia diretta come l’iniziativa dei cittadini, che consente a chi raccoglie un milione di firme di chiedere alla Commissione di presentare una proposta legislativa.
Infine, sono tra gli autori del progetto di nuovo trattato, pubblicato dal Gruppo Spinelli, che delinea una originale Unione federale con competenze più leggere rispetto agli Stati federali ma dotata di un vero governo comune legittimato democraticamente. Un progetto ripreso in molti punti anche dal mio rapporto approvato a larga maggioranza dal Parlamento, e che potrà offrire un contributo importante ai lavori della prossima Convenzione per la revisione dei Trattati.
Un’Europa migliore è un’Europa democratica. La prossima legislatura sarà decisiva per realizzarla.

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